Lavorare a maglia – Le tecniche di lavoro

  Loredana   Dic 13, 2016   Blog, Maglia, Tutorial   2 Comments

Le origini del lavoro a maglia non possono essere datate con certezza, ma esistono opere d’arte che ci danno un’idea di quanto fosse sviluppata questa pratica già in ere molto lontane dalla nostra. Ne è un esempio la Kore n°670 esposta al museo del Partenone ad Atene: una statua del IV sec. A.C. che sembra indossare un maglioncino molto simile ai modelli dei giorni nostri!

In ogni caso, qualunque sia il luogo e il tempo in cui è nato, il lavoro ai ferri si è evoluto nelle tecniche e negli attrezzi, in base ai popoli che ne hanno fatto una parte importante della propria cultura: Inghilterra e Germania su tutti.
In questo articolo, parleremo dei due metodi di lavoro principali: la tecnica inglese e la tecnica continentale.

La tecnica inglese è di origine britannica, come si evince dal nome stesso. Questa tecnica prevede l’uso di coppie di ferri da maglia dritti, lunghi circa 35cm. In questa tecnica, uno dei due ferri si tiene bloccato sotto il braccio destro, questo perché il filo da lavorare viene “gettato” staccando la mano destra dal ferro. Come abbiamo detto, le tecniche si evolvono! Nel caso dell’English stile, la tecnica è stata adattata ai mancini. La tecnica base infatti è molto semplice da lavorare per i destrimani, ma per i mancini può diventare problematica! Per questo motivo, i mancini possono lavorare “al contrario”, tenendo il ferro sotto il braccio sinistro e gettando il filo con questa mano!

La tecnica continentale è di origine tedesca ed è molto diffusa nell’Europa nord-occidentale. In questa tecnica, il filo viene “gettato” senza mai togliere la mano dal ferro. Per questo motivo, non è necessario bloccare uno dei due ferri sotto il braccio. Grazie a questa tecnica, si può scegliere se lavorare con ferri da maglia dritti, ferri da maglia circolari o con i ferri da maglia a doppia punta. In questa tecnica, la mano che tiene il filo da lavorare è la sinistra, mentre la destra muove il ferro su cui cresce il lavoro. In questo caso, per i mancini cambia soltanto il ferro “in movimento”!
Queste due tecniche di base hanno dato origine ad altre tecniche “ibride” perché, in fin dei conti, ciascuno di noi personalizza il metodo in base alle proprie capacità! Io, ad esempio, uso i ferri nel modo continentale, ma tendo e getto il filo con la mano destra!

2 Comments

  1. Simona Lunardi Says: 29/03/2017 10:01 Reply

    Mi interessa molto conoscere la storia del knitting perchè essendo passionata di lavori a maglia, mi interessa conoscere altre tecniche.
    Conosco tutte e due queste tecniche all’infuori del rovescio nella tecnica tedesca. Questo lo trovo un pò difficile. Conoscendo tutte e due le tecniche è utile perchè così, quando fa male la mano destra, si cambia tecnica e si usa quella sinistra e viceversa, Ho imparato la tecnica tedesca grazie ad una nostra cliente che è venuta a fare wellness val pusteria.

    • Loredana Says: 30/03/2017 10:47 Reply

      Buongiorno Simona,
      ha perfettamente ragione, alternare le due tecniche è molto utile per non sovraccaricare di lavoro l’una e l’altra mano!

      La lavorazione del rovescio con la tecnica tedesca è, effettivamente, meno fluida rispetto a quella del dritto. Almeno per chi non è mancino, come nel mio caso! Posto qui il link ad un video di DROPS Design, in cui viene lavorato un campione a maglia rasata. Quindi viene mostrata la lavorazione di entrambi i punti in modo molto chiaro.

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